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Alimentazione: Ogm

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Cosa s’intende per OGM?
Sono gli Organismi Geneticamente Modificati, cioè organismi animali o vegetali nei quali il Dna originario è stato modificato con tecniche di ingegneria genetica.

In particolare si chiamano transgenici gli organismi che hanno ricevuto geni provenienti da specie differenti.

Le finalità che guidano la creazione di Ogm sono diverse: ricerca scientifica, produzione di farmaci, aumento della produttività, del valore nutrizionale, della resistenza alle malattie o a fattori ambientali avversi di animali o vegetali destinati all’alimentazione umana.

Gli Ogm sono al centro di un vivace dibattito che prende in considerazione aspetti etici, sanitari, economici ed ecologici, opponendo i successi ottenuti in alcuni campi, come quello farmaceutico e alimentare, ai dubbi sollevati dalla diffusione nell’ambiente di varietà che potrebbero danneggiare le specie esistenti, soprattutto in ambito agricolo (in campo aperto), dove è più difficile esercitare un controllo.

La modifica genetica potrebbe infatti, nel tempo, influenzare i vegetali in modo inaspettato, creare accumulo di pesticidi, diffondere geni di resistenza agli antibiotici nei microrganismi patogeni, dare origine a prodotti allergizzanti per l’uomo o dannosi per gli animali, minacciare la biodiversità.


Al contempo, la creazione di varietà più resistenti ai pesticidi o alla siccità, più produttive e più nutrienti (cibo funzionale) potrebbe contribuire a sfamare milioni di persone.

Accanto al functional food lo sviluppo di piante Ogm di seconda generazione offre altre possibilità di coltivare su terreni poveri o inquinati al risanamento stesso di tali terreni utilizzando particolari microorganismi (bioremediation), all’ingegnerizzazione di piante per la produzione di combustibili e materie plastiche, a un nuovo tipo di terapia, definita nutraceutica, che consiste nel veicolare, attraverso la dieta, la somministrazione di farmaci o vaccini.

Di fatto l’uomo ha sempre praticato manipolazioni genetiche su specie animali o vegetali di interesse, mediante ibridazioni o incroci, ma le prospettive recentemente aperte dalle biotecnologie consentono per la prima volta di oltrepassare le barriere fra le specie poste dall’evoluzione naturale, con effetti non del tutto prevedibili che meritano ricerche approfondite.

Inoltre, nel corso degli anni le competenze tecnologiche si sono progressivamente concentrate nelle mani di un numero limitato di grandi imprese multinazionali.

Il fenomeno desta preoccupazione per l’instaurarsi di un controllo di tipo monopolistico sul rilascio di prodotti biotecnologici.

C’è da considerare inoltre la questione dell’accessibilità alle risorse genetiche naturali e di come su tali risorse si stia tentando di apporre sistemi di protezione brevettuale.

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