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Ecologico: Biocarburanti Nel Terzo Mondo


Per i Paesi poveri l’alternativa al petrolio potrebbero essere proprio i combustibili ecologici, che a differenza dell’oro nero offrirebbero più stabilità nei costi e un rilancio dell’industria interna. E’ il caso dell’India che, povera di idrocarburi, è costretta ad effettuare grosse importazioni.

Nota: Segui l’andamento dell’energia rinnovabile in Italia.
Così il governo di New Delhi
ha avuto una splendida idea: sarà introdotta sul mercato solo benzina che contenga

almeno il 5% di etanolo. In questo modo si favoriscono anche le industrie indiane che producono zucchero di canna, da cui deriva appunto l’etanolo.

biocarburanti


Optano per i combustibili ecologicianche Thailandia e Filippine, Mozambico, Etiopia, Angola, Madagascar. In Angola e Nigeria il progetto è appoggiato dalle compagnie petrolifere nazionali, per contenere i consumi locali di petrolio massimizzando i proventi dell’export.

Ovviamente le multinazionali del petrolio si sentono minacciate da questa politica pro combustibili ecologici e ricorrono all’unica difesa possibile: investire a loro volta nei biocarburanti. La D.Oils britannica per esempio, sta investendo ingenti capitali nella jatropha, una pianta da cui si può ricavare alcol e che gode di due cruciali vantaggi su tutte le altre: non è commestibile e può essere coltivata anche in aree semiaride.

Ecco quindi che un’ altra speranza di europei e americani si rivela un’illusione: credevamo che i combustibili ecologici ci avrebbero liberati dalla supremazia energetica araba, invece questi stanno investendo capitali enormi nei biocarburanti, nell’energia rinnovabile, nelle auto a idrogeno e finiranno per avere la supremazia anche in questo campo, prendendosi gioco di noi e di tutto il mondo occidentale.

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2 Responses

  1. Mah: i biocarburanti entrano già oggi in competizione con i nostri stomaci. Ci troviamo davanti alla scelta spinosa tra il pieno alla macchina ed il pranzo.

    Bisognerà stare attenti a evitare che le produzioni di biocarburanti non sottraggano altro cibo ai più poveri; utile l’idea di realizzarli impiegando terre marginali o aride, o ancora scarti di lavorazione di altre colture.

    Ma non aspettiamoci miracoli: da lì caveremo produzioni modeste, bisognerà anche imparare ad usarle bene!

  2. Ciao Fausto. Hai ovviamente ragione. Secondo me la soluzione è nelle energie alternative.

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